Novembre 2015

Separazione dei coniugi e negoziazione assistita

La procedura di negoziazione assistita ha l’obiettivo di costituire un’alternativa stragiudiziale all’ordinaria risoluzione dei conflitti. Con riguardo alle separazioni personali dei coniugi, cessazione degli effetti civili o scioglimento del matrimonio e modifica delle condizioni di separazione, le lacune e i dubbi lasciati aperti dal dettato normativo sono risolti dalle prassi che si stanno sviluppando presso alcuni Tribunali, formalizzate in linee guida che mirano ad assicurare un’uniforme e condivisa applicazione del nuovo istituto.

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Novembre 2015

Per liberarsi dei troppi debiti e di Equitalia

Il sovraindebitamento 2015: uno strumento non sufficientemente utilizzato che paralizza, già dal deposito della domanda, la maturazione di ulteriori interessi ed evita di subire ulteriori procedure esecutive.
Pochi sano che  in Italia già da 3 anni  (con la legge del 27 gennaio 2012, n.3) è stata introdotta una nuova procedura per i soggetti non fallibili, tra cui anche il consumatore, l’imprenditore agricolo e la start up innovativa che consente al debitore persona fisica o altro soggetto escluso dalla legge fallimentare, di trovare un accordo con il creditore davanti al Giudice.
Il vantaggio di questa procedura è quello di permettere al soggetto di poter riprendere una nuova attività commerciale, senza vedersi più gravare del peso dei debiti contratti in precedenza e di potersi reinserire nella società.
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Agosto 2015

TIA: ecco come farsi rimborsare l’Iva sulla Tariffa di igiene ambientale

L’Iva che molti comuni hanno fatto pagare per anni sulla tassa dei rifiuti non andava versata e quindi deve essere restituita al contribuente dal concessionario che si è occupato della riscossione.
La sentenza n.4723 del 10 marzo è l’ultima di una lunga serie arrivate all’ultimo grado di giudizio. La Cassazione ha ribadito che gli importi pretesi a titolo di TIA (Tariffa di igiene ambientale) non sono assoggettabili ad Iva, in quanto la TIA  ha natura tributaria. I pagamenti risultano non dovuti e pertanto, essendo privi di giustificazione, sono da qualificarsi come indebito oggettivo, con conseguente diritto alla restituzione.
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Agosto 2015

Ricorso al Prefetto per la contestazione di una multa

Il ricorso al Prefetto rappresenta uno strumento legislativo per poter chiedere la contestazione ed il conseguente annullamento del verbale relativo ad una sanzione amministrativa.
I motivi per un ricorso al Prefetto ex art. 203 C.d.S. possono essere tanti: mancata dimostrazione e carenza della corretta funzionalità del dispositivo elettronico, difetto di titolarità della Polizia municipale, mancanza di prova in ordine alla corretta taratura della strumentazione utilizzata, omessa indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, tardiva notificazione del verbale di contestazione (il verbale di contestazione deve essere notificato entro 150 giorni dal giorno della contestazione), i dati anagrafici del proprietario del veicolo non corrispondono a quelli indicati nella contravvenzione, omessa indicazione del luogo, giorno ed ora della commessa violazione, omessa indicazione della norma violata.
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Luglio 2015

Risarcibilità dei danni derivanti da infedeltà coniugale

Secondo un orientamento ormai consolidato, la Suprema Corte di Cassazione afferma il principio della risarcibilità dei danni derivanti dall’infedeltà coniugale, che rappresenta una delle ragioni più frequenti delle crisi di coppia. L’infedeltà coniugale è infatti punita non solo con un eventuale addebito della separazione, ma anche con il pagamento  dei danni che il coniuge vittima del tradimento ha subito.

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Luglio 2015

La reiterata morosità del conduttore legittima lo sfratto ed il risarcimento dei danni

La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sui contratti di locazione, ribadendo che il mancato o ritardato pagamento totale o parziale del canone o degli altri importi dovuti, costituisce motivo di risoluzione ai sensi degli artt. 1455-1456 del codice civile ed inoltre legittima il risarcimento di eventuali danni.
A fronte del grave inadempimento del conduttore si verifica uno squilibrio del sinallagma funzionale dal quale scaturisce come conseguenza: a) la risoluzione del contratto di locazione b) la condanna del conduttore all’immediato rilascio dell’immobile ed al pagamento delle mensilità pregresse e delle spese di lite.
In tema di risoluzione anticipata del contratto di locazione, l’intimazione di sfratto per morosità è pienamente compatibile con la richiesta di risarcimento dei danni consistenti nel mancato guadagno, la cui valutazione è rimandata al giudice di merito. Questo è, in breve sintesi, il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 2865 depositata in cancelleria il 13 febbraio 2015. In buona sostanza, dice la Cassazione, il locatore, nel caso d’inadempimento del conduttore, ha diritto alla restituzione dell’immobile conseguente alla risoluzione del contratto e tutto ciò non lo priva della possibilità di chiedere il risarcimento del danno che può corrispondere alla mancata percezione dei canoni di locazione originariamente pattuiti. Spetterà, poi, al giudice valutare se la richiesta è congrua e quindi se accordarla o se effettuare una liquidazione in misura differente.

Luglio 2015

Il divorzio immediato esiste già

Con la recentissima riforma sul “divorzio breve”, L .55 /2015  in materia di separazione e cessazione degli effetti civili del matrimonio, si è avuta una notevole riduzione dei tempi per il divorzio da tre anni a 12 (o 6 mesi) ma contestualmente non è stato approvato il cosiddetto “divorzio immediato”. Tuttavia un’attenta lettura della legge sul divorzio del 1970 fa emergere che, nel nostro ordinamento, l’istituto del divorzio immediato è da tempo presente ed è applicabile laddove sussistano ipotesi molto gravi.

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