Gennaio 2016

Come opporsi ad un decreto ingiuntivo

Il debitore che voglia opporsi ad un decreto ingiuntivo può procedere ad una formale opposizione da proporsi entro il termine perentorio indicato nello stesso decreto ingiuntivo (normalmente 40 giorni).

Le ragioni per opporsi ad un decreto ingiuntivo possono essere diverse e con l’aiuto di un professionista è possibile farle valere in giudizio. Esse possono essere: l’inesistenza del credito, l’inesigibilità dello stesso, il decorso del tempo che ha prescritto il credito oppure vizi di tipo formale dell’atto stesso ecc..
In ogni caso, il giudizio che si apre a seguito di opposizione a decreto ingiuntivo ha luogo sulla base delle norme del procedimento ordinario. continua a leggere

Gennaio 2016

Come recuperare un credito: meglio fare causa?

Con il termine generico di recupero del credito si fa riferimento a tutte le attività che il creditore svolge contro il debitore per ottenere il pagamento di quanto gli spetta.

Meglio il recupero stragiudiziale oppure il recupero giudiziale?
In alcune situazioni si rende praticamente necessario ricorrere all’azione legale. Per comprendere meglio di cosa sto parlando puoi leggere come funziona il recupero crediti giudiziale (ulteriori info nella sezione consulenza on-line).

Si tratta di attività che hanno dapprima la finalità di ottenere il risultato senza interessare l’autorità giudiziaria (come i solleciti di pagamento, le diffide, i tentativi di conciliazione imposti in determinati casi dalla legge). Ed in questo caso di parla di attività stragiudiziale.
Se poi questi tentativi non raggiungono l’effetto sperato (e quindi il pagamento da parte del debitore) al creditore non resta che ricorrere all’autorità giudiziaria per ottenere quanto gli spetta attraverso l’esecuzione sul patrimonio del debitore.
Tutti questi passaggi saranno dettagliatamente esaminati nei paragrafi che seguono.
In via generale è comunque opportuno

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Gennaio 2016

Modifiche al processo tributario

Il 2015 si è chiuso con la circolare del 29 dicembre 2015 dell’Agenzia Entrate (circolare 29/12/2015 n. 38) che passa in rassegna le rilevanti modifiche introdotte nel processo tributario al fine di innovarlo sotto l’egida di celerità e razionalità.
In particolare dette modifiche hanno investito la mediazione che si avrà anche per i ricorsi sotto i 20 mila euro a prescindere dall’ente verso il quale saranno proposti.
La procedura di conciliazione, che avrà un ambito di applicazione maggiormente esteso, sarà esperibile anche per le controversie soggette a reclamo e mediazione e per quelle pendenti in secondo grado.
Lo stesso avverrà per la tutela cautelare, che investirà diversi momenti e fasi del processo, in ottemperanza agli ultimi orientamenti della Consulta.
A decorrere dal 1/06/2016 diventano inoltre immediatamente esecutive le sentenze non definitive nei giudizi sugli atti relativi alle operazioni catastali, nonché le sentenze di condanna al pagamento di somme in favore dei contribuenti, pagamento che, se superiore ai 10 mila euro, potrà essere subordinato dal giudice alla prestazione di idonea garanzia.

Dicembre 2015

Aiuti prima casa replicabili se l’abitazione non è idonea

A seguito di una recente sentenza di merito si segnala una svolta interpretativa favorevole al contribuente, in questi periodi di crisi.
Secondo l’orientamento recentemente espresso dalla Commissione Tributaria Regionale Lombardia, che si conforma ad un orientamento precedentemente espresso della Suprema Corte (Cass. n. 18128/2009, 100/2010 e 3931/2014) , qualora si fosse già usufruito dell’agevolazione prima casa e l’immobile adibito a centro della vita familiare non fosse più «idoneo» alle esigenze abitative del nucleo, il contribuente potrà avvalersi per una seconda volta dell’agevolazione prima casa, pur essendo, quindi, già proprietario di immobile.
A destare problemi nella fase applicativa è certamente la definizione del concetto di «inidoneità» con cui gli operatori del diritto dovranno confrontarsi.
Luoghi insalubri, nuclei familiari in aumento numerico, locali inidonei a portatori di handicap sono solo alcuni dei casi che potrebbero rientrare nella svolta interpretativa.

Novembre 2015

Modifiche introdotte per la registrazione del canone di locazione

In passato l’obbligo di registrazione entro 30 giorni era posto a carico solidalmente sia del locatore che del locatario. La legge di Stabilità 2016, invece, introduce rilevanti modifiche alla disciplina.
La norma stabilisce che l’obbligo di registrazione – da assolvere sempre entro 30 giorni – spetti solo al locatore. Inoltre, quest’ultimo, entro i 60 giorni successivi, ha l’obbligo di comunicarlo sia all’inquilino che all’amministratore di condominio ai fini della compilazione dell’anagrafe di condominio.
In via ordinaria, la registrazione del contratto è effettuata telematicamente o presentando un apposito modello cartaceo e versando l’imposta di registro dovuta in misura proporzionale, oppure fissa se si tratta di locazioni soggette ad IVA.
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Novembre 2015

Come non pagare il Canone Rai in bolletta luce

In italia, l’unica lotta all’evasione che viene effettivamente combattuta è quella all’evasione del canone Rai. Con la nuova norma inserita nella Legge di Stabilità 2016, infatti, il canone Rai si pagherà per il semplice fatto di avere siglato un contratto di fornitura di energia elettrica per l’abitazione di residenza ed essere quindi, intestatario dell’utenza: in pratica, con la bolletta della luce verranno addebitate un totale di 100 euro all’anno.
Scatta, insomma, quella che si chiama una “presunzione relativa”: la legge cioè “presume” che l’intestatario dell’utenza abbia anche una televisione ma gli consente di dimostrare il contrario. Ma come fare a non pagare allora, se non si possiede un televisore? e come fare in tutti quei casi in cui delle rettifiche sono necessarie per non versare il canone due volte? La dimostrazione può essere effettuata con una semplice autocertificazione da inviare all’Agenzia delle Entrate, sede di Torino, (anche se non siete ivi residenti) a mezzo di raccomandata a.r., oppure con consegna a mani presso l’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate. Nell’autocertificazione il contribuente dovrà dichiarare, in carta semplice e senza bolli, di non possedere alcun apparecchio televisivo all’interno del proprio immobile di residenza o in altri immobili di sua proprietà.
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