Maggio 2019

Divieto di Pantouflage (o revolving doors): cosa è? cosa si rischia?

Il divieto di pantouflage o revolving doors (c.d. porte girevoli) intende prevenire uno scorretto esercizio dell’attività istituzionale da parte del dipendente pubblico, un conflitto di interessi ad effetti differiti, finalizzato a precostituirsi un favor nei confronti di colui che in futuro potrebbe conferirgli incarichi professionali, acclarando il diretto collegamento con il principio costituzionale di trasparenza, imparzialità, buon andamento e di quello che impone ai pubblici impiegati esclusività del servizio a favore dell’Amministrazione (art. 97 e 98 Cost.).

Introdotto con l a legge anti corruzione 2012 è punito con pregnanti sanzioni
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Maggio 2019

Il pubblico impiego: quali norme lo disciplinano e cosa sapere

Il rapporto di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni — in genere denominato pubblico impiego — è quello per cui una persona fisica pone, volontariamente e dietro corrispettivo, la propria attività lavorativa, in modo continuativo, alle dipendenze di una amministrazione pubblica, assumendo, perciò, uno specifico status con particolari diritti e doveri. continua a leggere

Marzo 2019

Il condomino ha accesso agli atti amministrativi del Comune

Il Comune deve esibire al condomino i progetti dei lavori che saranno eseguiti sulle parti comuni dello stabile condominiale.

Il proprietario-condomino che non condivida quanto pattuito tra l’amministratore e l’appaltatore del Comune, per le opere di messa in pristino, può richiedere l’esibizione dei documenti relativi ai lavori che verranno eseguiti nello stabile ove si trova l’appartamento di cui è proprietario. Tale esibizione dei documenti richiesti al comune dovrà essere effettuata nel termine di 30 giorni, anche in assenza di una specifica modulistica.

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Maggio 2018

Sanzioni disciplinari insegnanti: cosa fare

Tra le conseguenze derivanti dall’esistenza del contratto di lavoro subordinato vi è quello di esercitare un potere disciplinare di natura sanzionatoria a fronte di comportamenti dell’insegnate che costituiscano inosservanza degli obblighi contrattuali.

Tra essi rientrano comportamenti considerati sconvenienti, comportamenti non in linea con il ruolo ed i compiti del docente, comportamenti che violino il rapporto di fiducia tra dipendente ed istituto scolastico.

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Gennaio 2018

Il precariato nella pubblica amministrazione

La Pubblica Amministrazione non può ricorrere al rinnovo dei contratti a tempo determinato per oltre 36 mesi (anche non continuativi). Al contrario si creerebbe per il dipendente una illegittima situazione di precariato vietata non solo dalla legge italiana, ma anche da quella dell’Unione Europea.

Detta situazione di illegittimità non è sfuggita alla Corte di Cassazione che (pronunciandosi anche a Sezioni Unite) ha stabilito che il pubblico dipendente cui sia stato rinnovato per oltre 36 mesi il contratto a tempo determinato ha diritto al risarcimento del danno. Danno che deriva dalla circostanza che in questi casi il lavoratore, vincolato dalle continue proroghe,  resta “prigioniero” del suo stesso contratto a termine, finendo con l’essere “condannato” a vivere una situazione di eterna precarietà, alla quale non sarebbe assoggettato laddove, ad esempio, alla normale conclusione del rapporto di lavoro potrebbe cercare impiego altrove.

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Ottobre 2017

Rimborso delle tasse universitarie illegittime: come fare domanda

Perchè fare domanda

Per anni, molti Atenei italiani hanno imposto ai propri studenti il pagamento di tasse universitarie illegittime, in quanto di gran lunga superiori ai limiti di legge. In vetta alla classifica delle Università che hanno applicato una tassazione “fuorilegge” troviamo l’Ateneo bolognese.

Aderire al ricorso consente di ottenere rimborsi che vanno da € 1.000 a € 5.000 per tutti gli studenti aventi diritto.

Al riguardo la legge parla chiaro. Ed infatti, la normativa prevede che l’importo della tassazione richiesta agli studenti non possa superare di oltre il 20% il c.d. Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO). Molte università, purtroppo, hanno fatto male i conti ed hanno sforato la predetta soglia: sono ben 36 gli atenei coinvolti.

Con una nutrita giurisprudenza favorevole, l’assetto così delineato apre alla possibilità di richiedere tutela legale innanzi ai Tribunali per le tasse eccedenti versate.

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