Marzo 2019

Danni da straining per il lavoratore confinato nello sgabuzzino

La recente pronunzia della Corte di Cassazione ha statuito che non si tratta di effettivi maltrattamenti ma di “danni da straining” per le lesioni subite dal lavoratore che è stato confinato nello sgabuzzino.

Non si configura dunque il reato di “maltrattamenti in famiglia” a carico dei dirigenti che hanno immobilizzato il lavoratore.

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Febbraio 2019

Ho un figlio di colore, non lo fanno entrare in discoteca

Diritti civili, diritti inviolabili “erga omnes” e diritti umani: quando chiamare un avvocato per i diritti civili

I diritti della persona sono un complesso di situazioni giuridiche strettamente collegate al concetto di persona. Vengono riconosciuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo in maniera internazionale.

Un avvocato può intraprendere un’azione a tuo nome per le violazioni di diritti da te subite se sei stato vittima di discriminazione dovuta al colore della pelle, al sesso, alla religione professata.

“Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona, così recita l’articolo 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani rubricato “IL DIRITTO DI VIVERE LIBERAMENTE”.

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Gennaio 2019

Il furto d’identità: internet e le sue insidie

Settembre 2018

Violenza domestica: aggressioni, abusi e negligenza

La violenza domestica è purtroppo prevalente in molte relazioni e può includere molestie, aggressioni, abusi sessuali o negligenza.

Se tu o qualcuno che ami è stato fisicamente o emotivamente abusato dal proprio coniuge o da un altro parente, dovresti contattare la polizia ed un avvocato  esperto che possa informarti dei tuoi diritti. I nostri avvocati lavoreranno per farti ottenere un ordine di protezione (ordine restrittivo) dal tribunale per garantire la tua sicurezza fisica.

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Aprile 2018

Femminicidio: gratuito patrocinio per gli orfani ed altre disposizioni introdotte dalla riforma

La recente legge del 11 gennaio 2018 n. 4 pubblicata in Gazzetta Ufficiale giorno 1 febbraio 2018 n.26, introduce nell’ordinamento maggiori tutele in favore dei figli il cui genitore sia vittima di femminicidio (o più in generale di uxoricidio).
In tutti quei casi in cui un soggetto uccida il coniuge e rimangano dei figli minorenni, o anche maggiorenni economicamente non autosufficienti, questi possono accedere al gratuito patrocinio come previsto dalla legge n. 4 del 2018 in deroga ai limiti di reddito.
Si amplia dunque la possibilità di accesso al patrocinio a spese dello Stato per gli orfani il cui genitore sia stato ucciso dal coniuge, vediamo in quali casi ed in che modo:

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Maggio 2016

Mobbing pianificato: in quali casi è riscontrabile

Per mobbing si intende l’insieme delle condotte persecutorie poste in essere nell’ambiente di lavoro e messe in atto con continuità.

Recenti pronunzie della Corte di Cassazione hanno identificato una forma articolata di tali condotte persecutorie, che prende il nome di “mobbing pianificato”.

Esso si ha nel momento in cui l’attività persecutoria non è fine a sé stessa ma è pianificata e funzionale alla espulsione del lavoratore, causandogli una serie di ripercussioni psicofisiche che spesso sfociano in specifiche malattie (disturbo da disadattamento lavorativo, disturbo post-traumatico da stress) con andamento cronico.

Questa pratica è spesso condotta con il fine di indurre la vittima ad abbandonare da sé il lavoro, senza quindi ricorrere al licenziamento (che potrebbe causare imbarazzo o problemi di vario tipo al datore di lavoro) o per stroncare ritorsioni a seguito di comportamenti non condivisi (ad esempio, denuncia ai superiori o all’esterno di irregolarità sul posto di lavoro), o per il rifiuto della vittima di sottostare a proposte o richieste immorali (sessuali, di eseguire operazioni contrarie a divieti deontologici o etici, etc.) o illegali.

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Maggio 2016

Il comportamento ostile del datore di lavoro: è mobbing

Come statuito dalla Cassazione per “mobbing” s’intende comunemente una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la mortificazione morale e l’emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisiopsichico e del complesso della sua personalità.

Purtroppo spesso nei luoghi di lavoro si riscontra una forte tendenza a sminuire i fatti ed a minimizzare la gravità di comportamenti che consentono di ridurre atteggiamenti di inaccettabile prepotenza alla stregua di folcloristici episodi di normale conflittualità relazionale, quando non addirittura di malintesa confidenzialità.

Caratterizzano questo comportamento la sua protrazione nel tempo attraverso una pluralità di atti (giuridici o meramente materiali, anche intrinsecamente legittimi: Corte cost. 19 dicembre 2003 n. 359; Cass. Sez. Un. 4 maggio 2004 n. 8438; Cass. 29 settembre 2005 n. 19053; dalla protrazione, il suo carattere di illecito permanente: Cass. Sez. Un. 12 giugno 2006 n. 13537), la volontà che lo sorregge (diretta alla persecuzione od all’emarginazione del dipendente), e la conseguente lesione, attuata sul piano professionale o morale o psicologico o fisico.

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